Il settore aereo

6 febbraio 2013

Il turismo d'affari costituisce una questione importante per gli trasportatori aerei. Proporre nuove prestazioni, nuovi servizi con prezzi sempre più attrattivi, è la sfida che si lanciano le compagnie aeree per preservare questa clientela business. Il "prodotto affari" delle compagnie aeree raggruppa solo l'8% dei passeggeri ma genera fino al 30% dei benefici secondo i mercati (dati IATA- associazione internazionale delle compagnie aeree).


crédit photo : Big Max Power
Esistono "business class" concepite per soddisfare i bisogni dei turisti professionali. La differenza tra business class e classe economica non si situa tanto nel comfort : se infatti abbiamo nel primo caso sedili più spaziosi e commodi, pasti di qualità migliore, accesso a prese elettriche... i vantaggi più apprezzati dai viaggiatori d'affari sono comunque di più al suolo. Una serie di servizi destinati a facilitare gli spostamenti professionali : meno attesa per registrare i bagagli o per imbarcare, più ampia flessibilità per modificare le dati di prenotazione...
Da poco tempo, i turisti d'affari si rivolgono anche verso le compagnie low cost che hanno saputo adattare le loro offerte a questa clientela. EasyJet fa figura d'esempio essendo presenti negli aeroporti di grandi metropolo e proponendo gli stessi (o quasi) vantaggi delle compagnie classiche. Non è ancora il caso di RyanAir che conserva prestazioni basiche e che è più presente in città periferiche come Beauvais. Altro punto forte per le compagnie come EasyJet : la frequenza dei voli. In un periodo di quattro anni siamo per esempio passati da un volo solo tra Parigi e Milano al giorno a sette oggi da Orly e Roissy. "Siamo attenti a ripartire i nostri voli su fascie orarie molto vaste, presto la mattina e tardi la sera, per permettere ai viaggiatori d'affari di effettuare l'andata-ritorno durante la giornata" (François Bacchetta, Easyjet).

Da notare anche che per Air France -KLM e Alitalia, quest'inizio 2013 si annuncia movimentato. Infatti la compagnia franco- neerlandese già azionista al 25% d'Alitalia dalla sua dichiarazione di fallimento nel 2008, potrebbe "impadronirsi" della compagnia italiana prima dell'estate secondo Il Messaggero e Le Monde. Cio' che contraria fortemente Silvio Berlusconi che pubblicava sulla sua pagine Facebook il 3 febbraio scorso : "Nostro paese non puo' permettersi di non avere una sua compagnia aerea nazionale." 

Il problema per le aziende e travel managers che comprano viaggi da compagnie low cost si situa al livello di spese ausiliari : servizi annessi come la ristorazione a bordo. "La questione della gestione di questi prezzi addizzionali costituisce una grande sfida per le aziende, perché intervengono spesso dopo la prenotazione, rendendo difficile ogni controllo di conformità della politica viaggi dai travel managers" (Yann Barbizet, direttore associato di Concomitance). Per rimerdiarci e rinforzzare il mercato del turismo d'affari le compagnie a costi bassi pensano di "integrare questi prezzi complementari già al momento di prenotare" (Yann Barbizet).

Dal lato dei travel managers, il trasporto aereo costituisce una spesa chiave perché rappresenta in media 40% del budget viaggi dell'azienda secondo il barometro europeo dei viaggi d'affari 2012 American Express. Le spese legate agli spostamenti aerei arrivano in cima alla lista delle preoccupazioni finanziarie per 57% delle aziende (prima quelle che riguardano l'alloggio).

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